Lymphoma Net - Home

Sostegnando la gente con linfoma non-Hodgkin

 
Mail a friend Print this page
 Home page >> Come trattare il linfoma non Hodgkin >>Gestione dei sintomi > Basso numero di cellule del sangue
  Home page
  Cos’è il linfoma non Hodgkin ?
  L’assistenza clinica ai pazienti
  Come trattare il linfoma non Hodgkin
 
Trattamento del linfoma non Hodgkin neo-diagnosticato
Trattamento delle recidive
Chemioterapia
Terapia con anticorpi monoclonali
Radioterapia
Osserva e aspetta
Trapianto
Approccio chirurgico
Trattamenti sperimentali
Gestione dei sintomi

  Convivere con il linfoma non Hodgkin
  Notizie in inglese



  Glossario
  Webmasters
  Comitato redazionale
  Aiuto
  Contatto
  Mappa del sito
  Abbonarsi al bollettino in inglese
  Altre lingue

 
 Controllo dei sintomi
Introduzione | Febbre e sudorazzione notturna
Inspiegabile perdita di peso e di appetito | Astenia | Basso numero di cellule del sangue | Perdita dei capelli
Nausea e vomito | Irritazione alla boca e alla gola | Formicolio alle mani e ai piedi
< Precedente   Succesivo >

    Punti chiave


  • I tipi principali di cellule sanguigne sono globuli rossi, piastrine e glibuli bianchi; numeri bassi di ciascuno di quelli nel sangue risultata nelle circostanze differenti.
  • L'anemia, ad esempio, è associata a un abbassamento eccessivo del numero di globuli rossi. Essa provoca nei pazienti stanchezza, apatia e affanno. La trombocitopenia è una condizione caratterizzata da un'anomala diminuzione del numero di piastrine presenti nel sangue. Tale condizione può causare contusioni, sanguinamento dal naso o dalla bocca o lesioni emorragiche puntiformi della cute chiamate petecchie o ecchimosi.
  • Dopo trattamenti quali la chemio- o la radioterapia, i pazienti con linfoma non Hodgkin mostrano un basso numero di globuli bianchi nel sangue E' importante, comunque, che i pazienti siano consapevoli degli effetti collaterali legati ad un basso livello di globuli bianchi, e che essi contattino immediatamente l'equipe medica non appena cominciano a non sentirsi bene.

Basso numero di cellule del sangue

In conseguenza sia della malattia sia del suo trattamento, i pazienti con linfoma non Hodgkin hanno una certa probabilità di andare incontro a riduzioni del numero di cellule sanguigne, vale a dire di globuli rossi , globuli bianchi e piastrine . La riduzione numerica al di sotto di una certa soglia di ciascuno di questi tipi cellulari dà luogo a condizioni patologiche differenti.

L'anemia, ad esempio, è associata a un abbassamento eccessivo del numero di globuli rossi. Essa provoca nei pazienti stanchezza, apatia e affanno. Tutte queste manifestazioni sono dovute al fatto che la quantità di ossigeno presente nell'organismo è ridotta. Se nel paziente compaiono sintomi di anemia o se questi è sotto terapia antitumorale, l'equipe che lo ha in cura lo sottoporrà a un test ematico per verificare, tra gli altri, anche il livello di emoglobina – test noto anche come “esame emocromocitometrico completo” .

Se l'anemia viene effettivamente riscontrata, il paziente può essere trattato con integratori di ferro - che però raramente sono in grado di alleviare completamente i sintomi della condizione - con trasfusioni di sangue o con una terapia farmacologica che stimoli la produzione di globuli rossi. L'equipe onco-ematologica può inoltre consigliare alcune modifiche della dieta, raccomandando in particolare l'assunzione di alimenti ricchi di ferro, quali carne rossa, spinaci e cereali fortificati.

La trombocitopenia è una condizione caratterizzata da un'anomala diminuzione del numero di piastrine presenti nel sangue. Tale condizione può causare contusioni, sanguinamento dal naso o dalla bocca o lesioni emorragiche puntiformi della cute chiamate petecchie o ecchimosi.

I pazienti affetti da tale condizione talvolta vanno incontro anche a sanguinamenti a carico di uno o più apparati interni, in particolare quello gastroenterico. Tali versamenti ematici possono portare a vomitare sangue o a eliminarlo nelle feci, oppure, se avvengono all'interno dell'encefalo, a sviluppare delle emorragie cerebrali. Per interromperli o prevenirli, l'equipe onco-ematologica spesso sottopone il paziente a trasfusioni di piastrine oppure al trattamento con farmaci in grado di stimolare la loro produzione all'interno dell'organismo.

Dopo trattamenti quali la chemio- o la radioterapia, i pazienti con linfoma non Hodgkin mostrano un basso numero di globuli bianchi nel sangue (condizione detta neutropenia) e per tale ragione spesso vanno soggetti ad un aumentato rischio di infezioni per molte settimane dopo la somministrazione delle terapie antiblastiche.

Per monitorare la produzione di globuli bianchi nell'organismo, il paziente viene quindi regolarmente sottoposto ad un esame fisico e a test ematochimici. E' importante, comunque, che i pazienti siano consapevoli degli effetti collaterali legati ad un basso livello di globuli bianchi, e che essi contattino immediatamente l'equipe medica non appena cominciano a non sentirsi bene.

In caso di tosse o febbre superiore a 38 °C (100,5 °F), inspiegabili contusioni o sanguinamenti, brividi o sudorazione, oppure nel caso di una repentina comparsa di malessere anche in presenza di una temperatura corporea normale, a questi pazienti si raccomanda di contattare immediatamente l'ospedale. Specialmente quando non sono certi della natura o della durata della febbre, piuttosto che aspettare è meglio che essi chiamino tempestivamente l'ospedale per avere indicazioni e rassicurazioni su come procedere.

Esistono alcune semplici misure cautelative consigliate ai pazienti per ridurre il rischio di infezioni. Tra queste:

  • Lavarsi sempre le mani in modo accurato prima di preparare il cibo
  • Fare attenzione a evitare di procurarsi tagli o escoriazioni, indossando dei guanti da giardinaggio o da lavoro
  • Evitare, se possibile, gli ambienti affollati e le persone con raffreddore o influenza
  • Alcuni medici consigliano ai loro pazienti di non sottoporsi a cure dentistiche durante la chemioterapia, dato che ciò può aumentare il rischio di infezioni del cavo orale
  • Non andare in piscina, a causa del rischio di contrarre infezioni dall’acqua. I pazienti possono infatti contrarre un’infezione anche in una piscina affollata o negli spogliatoi
  • Evitare i luoghi affollati anche quando si fanno altri sport o attività sociali
  • Se si sta programmando una vacanza all’estero, si dovrebbe verificare con il proprio medico di famiglia se la destinazione è idonea, dal momento che alcuni vaccini - come quello contro il morbillo, la parotite (orecchioni), la rosolia o quello contro le tre malattie insieme (MMR), il vaccino orale antipolio, quello contro la febbre tifoide, la tubercolosi (BCG) o la febbre gialla, sono da evitare.

 


< Precedente Succesivo >