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Introduzione
Le domande che il medico può porre variano da paziente a paziente a seconda delle condizioni individuali del soggetto. Le domande saranno differenti anche in base al momento della storia di malattia del paziente, vale a dire se si trova ad esempio subito dopo la diagnosi definitiva, se ha già iniziato il trattamento o se ha terminato la terapia. Le domande che il medico rivolge al paziente sono di importanza fondamentale, in quanto lo aiutano a formulare la diagnosi, stabilire gli effetti del trattamento e a comprendere qual è l'impatto della malattia e del trattamento sulla sua vita.
Le domande che il medico rivolge al paziente sono di importanza fondamentale, in quanto lo aiutano a formulare la diagnosi, stabilire gli effetti del trattamento e a comprendere qual è l'impatto della malattia e del trattamento sulla sua vita.
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Durante una delle prime visite il medico può chiedere al paziente quali sono state le circostanze che lo hanno indotto a rivolgersi al centro ematologico. Il medico vorrà quindi essere informato su tutti i sintomi di cui soffre il paziente, vorrà sapere cosa ha fatto sospettare la presenza di un linfoma e quali esami sono già stati effettuati. Seppure molte di queste informazioni siano già contenute nella documentazione clinica del paziente, al medico spesso serve ascoltare e riassumere la storia di un nuovo paziente che prende in cura.
Durante la terapia, il medico chiederà al paziente informazioni inerenti il trattamento stesso (come lo sopporta, quali effetti collaterali gli causano particolari problemi ecc), in modo da potergli dare consigli su come evitare questi disturbi o ridurne al minimo l'entità. Una volta terminato il trattamento, il medico incontrerà il paziente in occasione del follow-up. Durante questi controlli periodici si informerà sulle sue condizioni generali di salute e su eventuali sintomi che possono essere comparsi nell'intervallo tra una visita e l'altra.
Durante le visite di follow-up, il medico può chiedere che venga eseguito un esame. A volte il paziente deve sottoporsi alle stesse indagini ematochimiche e radiologiche che aveva già effettuato per stabilire la diffusione del tumore nell'organismo (stadiazione). Queste indagini sono utili per verificare la risposta del tumore alla terapia, per vedere se il linfoma è in recidiva o se progredisce.
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