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 Terapia radiante
Introduzione | Radioterapia | Radioimmunoterapia
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    Punti chiave


  • La radioimmunoterapia è un tipo di trattamento in cui si combinano insieme radioterapia e anticorpi monoclonali
  • Può essere utilizzata nei linfomi non Hodgkin che non rispondono più ai trattamenti antitumorali
  • Rispetto a quello della terapia tradizionale con anticorpi monoclonali, il rischio di effetti collaterali correlato a questa terapia è relativamente elevato

Radioimmunoterapia

La radioimmunoterapia, che utilizza anticorpi marcati con una sostanza radioattiva, è un trattamento in cui si combinano insieme la capacità degli anticorpi monoclonali di legarsi ai linfociti B e quella della radioterapia localizzata di danneggiare in modo mirato e irreversibile le cellule cancerose.

Gli anticorpi radiomarcati sono anticorpi cui sono legate piccolissime quantità di materiale radioattivo. All'interno dell'organismo questi anticorpi vengono trasportati dal sangue fino a quando localizzano i loro bersagli - le cellule B - legandosi quindi alla loro superficie. Una volta che l'anticorpo è legato alla sua cellula bersaglio, la sostanza radioattiva uccide la cellula cancerosa e tutte le cellule del linfoma ad essa circostanti.

Queste, che comprendono l'uso di ibritumomab tiuxetano, sono tra le opzioni terapeutiche che possono essere somministrate ai pazienti con linfoma non Hodgkin indolente recidivo che non rispondono più positivamente alla chemioterapia convenzionale e alla terapia con l'anticorpo monoclonale rituximab o che dopo questi trattamenti recidivano.

Con gli anticorpi radiomarcati, il rischio di effetti collaterali a livello ematico è relativamente elevato. Tali effetti comprendono anemia e immunosoppressione che possono lasciare spazio a infezioni o a reazioni minori come brividi, febbre, irritazione alla gola e nausea . Inoltre, vi è una certa probabilità che i pazienti vadano incontro ad una condizione patologica detta trombocitopenia o alla riduzione del numero di piastrine presenti nel sangue (conta piastrinica). Per maggiori informazioni v. Controllo dei sintomi . Nel lungo periodo vi è inoltre il rischio, come con ogni tipo di terapia radiante, di sviluppare tumori maligni. Le evidenze cliniche oggi disponibili sono tuttavia insufficienti per stabilire i rischi a lungo termine della radioimmunoterapia.

La terapia con anticorpi marcati, che prevede ovviamente l'uso di materiale radioattivo, può essere piuttosto laboriosa in quanto la sua corretta somministrazione richiede gli sforzi congiunti di ematologi, fisici nucleari, medici di medicina nucleare e altre figure professionali.

 


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