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    Punti chiave


  • I pazienti con sospetta diagnosi di linfoma non Hodgkin vengono generalmente sottoposti a biopsia linfonodale
  • Una biopsia è un intervento semplice che si esegue generalmente in anestesia locale, senza richiedere una degenza di una notte in ospedale
  • Oltre alla biopsia vengono effettuati diversi esami del sangue per controllare le condizioni generali di salute del paziente. Per i vari esami di laboratorio è sufficiente un solo prelievo di sangue

Esami per la diagnosi iniziale

L' unico modo che consente di stabilire con certezza la diagnosi di linfoma non Hodgkin è la biopsia linfonodale che consiste nell'asportazione parziale o totale di un linfonodo allo scopo di analizzare il tessuto al microscopio e determinare la presenza di eventuali cellule tumorali. Le eventuali cellule anomale presenti nel campione saranno sottoposte ad ulteriori analisi per caratterizzarle.

Il tessuto preso in una biopsia è guardato sotto un microscopio da dire a se ci sia un linfoma, così come fornire altre informazioni che possono aiutare nel decidere il migliore trattamento
non-Hodgkin's lymphoma biopsy tissue tests





La biopsia linfonodale è generalmente un intervento semplice che viene per lo più effettuato in anestesia locale e che non richiede un pernottamento in ospedale.

Nei bambini piccoli, in persone particolarmente ansiose oppure se la sede del linfonodo è tale da richiedere un intervento più complesso, la biopsia si effettua in anestesia generale . In questo caso si rende necessaria la degenza di una notte in ospedale. La biopsia di per sé rimane un intervento chirurgico semplice.

A volte si preleva un campione di tessuto linfonodale mediante aspirazione con ago sottile. Questo tipo di intervento, noto come agoaspirato , è ancora meno invasivo della biopsia, tuttavia non è sempre adatto per diagnosticare il linfoma non Hodgkin.

I pazienti vengono preventivamente informati sul tipo di intervento al quale sono sottoposti, sottoscrivendo il consenso informato e verranno anche istruiti nel caso sia richiesta una preparazione particolare, come per esempio se è necessario essere a digiuno o non bere prima dell'esame.

A seconda della zona interessata, può essere necessario prelevare anche altri tessuti oltre al linfonodo. Spesso si deve effettuare una biopsia del midollo osseo . Anche in questo caso i pazienti riceveranno le dovute informazioni prima di sottoporsi all'esame bioptico.

Un linfoma può essere diagnosticato in base ai risultati della biopsia. L'anatomo patologo deve esaminare il campione prelevato al microscopio. Non è possibile avere immediatamente il referto di questa indagine, in quanto il materiale deve essere opportunamente trattato e sottoposto a vari procedimenti. Generalmente ci vogliono una o due settimane prima di conoscere il risultato.

Se la biopsia rivela la presenza di un linfoma, è possibile, mediante ulteriori analisi, distinguere tra linfoma non Hodgkin o linfoma di Hodgkin, conoscere il tipo o ‘grado’ di linfoma e classificarlo (indolente o aggressivo).

I successivi accertamenti possono essere suddivisi in due gruppi principali:

  • esami del sangue per stabilire le condizioni generali di salute del paziente
  • test per definire il grado di diffusione del tumore (stadiazione)

Gli esami del sangue più comuni per stabilire le condizioni generali di salute sono:

  • l'esame emocromocitometrico completo per determinare il numero di cellule ematiche (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine)
  • i test di funzionalità epatica che servono a valutare le condizioni del fegato e a evidenziare segni di sofferenza epatica
  • i test di funzionalità renale che possono rivelare una sofferenza renale
  • il test della lattico deidrogenasi (LDH), che dà un'indicazione dell'estensione del linfoma

Tutti questi test richiedono generalmente un unico prelievo di sangue. Altri campioni di sangue verranno quindi prelevati periodicamente per l'intera durata del trattamento e una volta terminata la terapia, durante il periodo di follow-up.

 


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